Archiviazioni mensili: Febbraio 2008

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Cercai di immaginarmi il viso impassibile di Ali, di vedere i suoi occhi sereni, ma il tempo a volte è vorace, inghiotte tutti i particolari.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Sarebbe sbagliato dire che Sohrab era quieto. La quiete è pace. Tranquillità. Quando si abbassa il volume della vita. Ma quando si preme il tasto per spegnerla del tutto, resta solo il silenzio.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Se fossi stato il protagonista di uno dei film indiani che Hassan ed io amavamo, a quel punto sarei uscito correndo a piedi nudi nella pioggia torrenziale e avrei inseguito la macchina, urlando perché si fermasse. Avrei trascinato fuori Hassan e gli avrei detto, mentre le mie lacrime si mescolavano alla pioggia, che mi dispiaceva. Ci saremmo abbracciati sotto al diluvio. Ma non ci trovavamo in un film indiano. Mi dispiaceva davvero, ma non piansi e non inseguii la macchina. Rimasi a guardare la Mustang di Baba sparire dietro la curva portandosi via la persona la cui prima parola era stato il mio nome.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ancora oggi ho difficoltà a guardare negli occhi persone come Hassan, che pensano veramente quello che dicono. […] “Lo so” rispose, “Le persone che dicono solo quello che pensano veramente credono che tutti facciano come loro”

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo. Oggi me ne rendo conto.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Non si può amare una persona così senza temerla. Forse nemmeno senza odiarla un po’.

Vedder, Eddie – “Society” : When you want more than you have, you think you need; when you think more than you want, your thoughts begin to bleed, I think I need to find a bigger place… when you have more than you think, you need more space (Quando vuoi più di quello che hai, pensi di avere bisogno; quando pensi più di quello che vuoi, i tuoi pensieri cominciano a svuotarsi Penso di dover trovare un posto più grande… quando hai più di quello che pensi, hai bisogno di più spazio)
da “Tre metri sopra il cielo”: E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita: traccia dopo traccia, nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell’altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo! Pause, Rewind, Play e ancora, e ancora, e ancora… non spegnere mai il tuo campionatore: continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando li ascolti… beh non preoccuparti, è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita! 

Risolvete, o saggi uomini, questo enigma:
Che accadrà se il sogno si avvera?
Che accadrà se il sogno si avvera?
E se milioni di non nati dimorassero
Nella nobile casa cui ho dato forma nel mio cuore,
La nobile casa dei miei pensieri?
Fu follia o grazia?
Non saranno gli uomini a giudicarmi:
Sarà Dio. (Patrick Pearse)

L’uomo è tanto meno se stesso quanto più parla in persona propria; dategli una maschera e vi dirà la verità. (Oscar Wilde)

Preso nel suo complesso, il mondo è un mostro pieno di pregiudizi, affardellato di preconcetti, corrotto dalle cosiddette virtù; esso è un puritano e un fatuo. Il segreto della vita è l’arte di sfidarlo.

Sfidare il mondo – ecco quale dovrebbe essere il nostro scopo, invece di vivere per accondiscendere alle sue pretese, come facciamo per lo più. (Oscar Wilde)
Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’; e quelli pochi non ardiscano opporsi alla opinione di molti (Machiavelli)
Il viaggiare rende gli uomini più saggi, ma meno felici. (James)

Non c’è piacere nel viaggiare e io lo vedo come un’occasione per affrontare una prova spirituale. (Camus)

Dovunque l’uomo vaghi, egli rimane sempre legato alla catena che lo collega alla sua gente (Kinglake)

Ciò che dà valore al viaggio è la paura. E’ il fatto che, in un certo momento, siamo tanto lontani dal nostro paese… siamo colti da una paura vaga, e dal desiderio istintivo di tornare indietro, sotto la protezione delle vecchie abitudini. (Camus)