Archiviazioni mensili: Marzo 2008

Scivolando via, le sue giornate, come parole di una liturgia antica. Scompigliate dall’immaginazione e riordinate dal fedele compasso della quotidianità. Riposano immobili su se stesse, esattamente in bilico tra ricordi e sogni.

(da “Castelli di rabbia” di Baricco)

Tutto quel che c’era io l’ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E’ una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro, e sarà il mio segreto più bello.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l’infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è una cosa spregevole. E’ bello. E poi chi l’ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l’impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà? E’ proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non lo so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guardava sempre l’infinito, a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c’è l’infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici

da “Castelli di rabbia” di Baricco

La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Va be’. Non rimbecillire, gira alla larga dai ricchi e non dimenticare il tuo vecchio amico

da “Castelli di rabbia” di Baricco

E’ tutto di vetro, come una serra, ma mille volte più grande. Tu stai dentro ed è come star fuori, però sei dentro. Non c’è bisogno di spiegar niente, alla gente, la gente lo sa che quella è una magia. Arriva da fuori camminando, e già ha capito, non appena lo vede da lontano, che una cosa del genere nessuno l’ha mai vista. E mentre si avvicina immagina. Tutto un mondo fatto di vetro. Sarebbe tutto così più leggero. Anche le parole, e gli orrori, e perfino morire. Una vita trasparente. E poi morire con gli occhi che possono guardare lontano, e spiare l’infinito. Non c’ bisogno di spiegarle, queste cose, alla gente. La gente lo sa.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

E tutto questo – tutto – a mollo nel silenzio.

Se si è capaci di immaginarlo, bisogna immaginarlo così.

Un silenzio infinito.

Non per altro: ma è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo.

Così

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Solo io non facevo miracoli… nemmeno prima, quando la gamba era al suo posto… dopo poi… ho lasciato che andasse come doveva andare… e non c’entra il caso… a quello ci credi tu, ma tu sei giovane, che ne sai… c’è sempre un piano preciso, dietro a tutto… in questo aveva ragione il signor Rail… ognuno ha davanti le sue rotaie, che veda o no… le mie mi hanno portato alla fiera di Trinniter proprio nel giorno giusto… ce n’era a migliaia di giorni, e di fiere… ma io ci sono finito proprio quel giorno a Trinniter.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L’ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Chissà qual è l’attimo in cui una giacca diventa perfetta, chissà cosa decide quando un quadro non ne può più e casca, o una pietra immobile da anni si gira di un niente su se stessa.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Il vetro fa il miracolo, la magia… Entrare in un posto e avere l’impressione di uscire fuori… Essere protetti dentro qualcosa che non impedisce di guardare ovunque, lontano… Fuori e dentro nello stesso momento… al sicuro eppure liberi… questo è il miracolo, e afarlo è il vetro, solo il vetro. […] E’ la magia del vetro… proteggere senza imprigionare… stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo… sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente… un’astuzia, nient’altro che un’astuzia… se lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo.. tra lei e quella cosa… potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro… Non c’è altro… io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un modo di salvarsi… si rifugiano i desideri, lì dentro… al riparo dalla paura… una tana meravigliosa e trasparente… Lo capisce, lei, tutto questo?

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Dev’essere così, questa cosa dei figli, pensò Horeau: nascono con dentro quello che, nei padri, la vita ha lasciato a metà.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Poi prevalse la consapevolezza […] che la vita è sostanzialmente incoerente e la prevedibilità dei fatti un’illusoria consolazione.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Se ad esempio si potesse nello stesso istante, proprio nello stesso istante, contemporaneamente – se si potesse stringere un ramo ghiacciato nella mano, bere un sorso di acquavite, veder volare un tarlo, toccare del muschio, baciare le labbra di Jun, aprire una lettera aspettata da anni, guardarsi allo specchio, posare la testa sul cuscino, ricordare un nome dimenticato, leggere l’ultima frase di un libro, sentire un grido, toccare una ragnatela, accorgersi che qualcuno ti chiama, farsi scappare dalle mani un vaso di cristallo, tirarsi le coperte fin sopra la testa, perdonare qualcuno mai perdonato…

da “Castelli di rabbia” di Baricco

La sera, come tute le sere, venne la sera. Non c’è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia nessuno. Succede e basta. Non importa che razza di giorno viene a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Lui diceva ‘la vita è un bicchiere da bere fino in fondo, così diceva… ed era così… l’avrebbe capito…

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Quand’è così è come se quei rintocchi facessero a spicchi la notte, è il tempo che è una lama acuminatissima e seziona l’eternità – la chirurgia delle ore, ogni minuto una ferita, una ferita per salvarsi – si sta aggrappati al tempo, questa è la verità, perché il tempo numera i conati di essere che si è, minuto per minuto – numerare è salvarsi, questa è la verità, e la legittimazione trascendentale di qualsiasi orologio, e la dolcezza straziante di tutti i rintocchi di qualsiasi campana – avvinghiati al tempo perché ci sia un ordine nell’elettrizzante disfatta quotidiana, un prima e un dopo ogni shock – avvinghiati con feroce paura, e determinazione, con isterica pignoleria e disumana forza.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina. Sarà anche stupido, ma la gente si stringe con quello strano furore un po’ per panico e la vita ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno, nascosto con una mossa nervosa di paura. Un po’ per caso, un po’ per fortuna, spariscono nelle pieghe di quella vita appallottolata mozziconi di tempo dolorosi, o vigliacchi, o mai capiti. Così.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Con una certa tempestività, il ragazzino aveva già intuito, allora, che la vita è un casino tremendo e che in linea di massima si è chiamati ad affrontarla in stato di assoluta e radicale impreparazione. Soprattutto lo sconcertava – non a torto – il numero di cose che occorreva imparare per sopravvivere alle incognite dell’esistenza (che erano, appunto, tali): guardava il mondo, vedeva una sterminata quantità di oggetti, persone, situazioni e capiva che solo ad imparare i nomi di tuta quella roba – tutti i nomi, uno per uno – ci avrebbe messo una vita.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Ma sta’ attento: dato che noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga. E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.

Pehnt stette un po’ a pensare.

- Ma quante volte lo si può fare?

- Cosa?

- Fare schifezze.

- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Eppure, per quanto indubitabilmente sia meravigliosa la luce della sera, c’è qualcosa che ancora riesce ad essere più bello della luce della sera, ed è per la precisione quando, per incomprensibili giochi di correnti, scherzi di venti, bizzarrie del cielo, sgarbi reciproci di nubi difettose e circostanze fortuite a decine, una vera collezione di casi, e di assurdi – quando, in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Iniziò a piangere, in quel modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile invece brucia dietro sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita. Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte. Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Non smettere mai di inseguire i tuoi sogni ma non seguire una strada… creala! (Spot Fiat 2008)

Strada facendo vedrai che non sei più da solo, strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore vedrai più amore, vedrai.

Baglioni, Claudio – “Strada facendo”

da “Million Dollar Baby”: Se c’è una magia nella boxe è la magia di combattere battaglie al di là ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. E’ la magia di rischiare tutto per un sogno che nessuno vede tranne te

Each has his past shut in him like the leaves of a book known to him by heart; and his friends can only read the title. (Virginia Woolf)

E’ naturale preferire le belle bugie alla durezza di ghiaccio di certe verità: viviamo comodi dentro alle nostre virgolette ma il mondo è molto più grande più grande di così.

Lorenzo – “Temporale”

Lorenzo – “Temporale” : Mi son trovato memorie che non sono mie, ho un solo nome ma almeno cento identità.

Lorenzo – “Dove ho visto te” : E le mie gambe han camminato tanto e la mia faccia ha preso tanto vento e coi miei occhi ho visto tanta vita e le mie orecchie tanta ne han sentita. E le mie mani hanno applaudito il mondo […] E le mie ossa han preso tante botte e ho vinto e perso dentro tante lotte