Archiviazioni mensili: Febbraio 2009

April: Non capisci? Questa è appunto l’idea! Farai quello che doveva esserti concesso di fare 7 anni fa: avrai del tempo. Per la prima volta nella tua vita avrai il tempo di scoprire cosa vuoi fare veramente e quando l’avrai scoperto, avrai il tempo e la libertà di cominciare a farlo.
Frank: Tesoro, non è molto realistico tutto questo.
April: No, Frank… è QUESTO che non è realistico! Non è realistico per un uomo dalla mente sveglia continuare ad applicarsi, anno dopo anno, ad un lavoro che non sopporta; tornare a casa in un posto che non sopporta, da una moglie, come lui, incapace di sopportare le stesse cose. E vuoi sapere la parte peggiore? La nostra intera esistenza qui è basata sulla grande premessa che noi siamo.. speciali! e superiori a tutto il resto. Ma non lo siamo! Siamo tali e quali agli altri… guardaci, abbiamo accettato la stessa ridicola illusione: l’idea che uno deve ritirarsi dalla vita e sistemarsi nel momento in cui ha dei figli.. e ci stiamo punendo a vicenda per questo.
Frank: Ascolta, noi abbiamo deciso di trasferirci qui, nessuno mi ha costretto a prendere il lavoro alla Knock’s.. e poi chi ha mai detto che ero destinato a diventare un pezzo importante?!
April: Quando ti ho conosciuto non c’era niente al mondo che tu non potessi fare o essere!
Frank: Quando mi hai conosciuto io ero un furbastro con la lingua lunga, ecco tutto.
April: No, non è vero! Come fai a dire questo?
Frank: E va bene. Va bene, perciò avrò del tempo e Dio sa se è piacevole… è molto piacevole! E tutto quello che dici avrebbe senso se avessi un preciso talento… se fossi uno scrittore… o un artista…
April: No, no, Frank, ascolta… ascoltami bene: è quello che sei che viene soffocato, è quello che sei che viene negato e negato in questo genere di vita.
Frank: Sarebbe a dire?
April: Non lo sai tu? Sei la cosa più bella e più preziosa che c’è al mondo… sei un uomo!

da “Revolutionary Road”

[...] There’s not a liberal America and a conservative America, there’s the United States of America. There’s not a black America and white America and Latino America and Asian America; there’s the United States of America.

Non c’è un’America liberale e un’America conservatrice: ci sono gli Stati Uniti d’America. Non c’è un’America nera e un’America bianca e un’America latina e un’America asiatica: ci sono gli Stati Uniti d’America

discorso di Barack Obama, 27 luglio 2004, Convention dei democratici

Voi anime che mirate in alto, ascoltate
la storia di uno sconosciuto

da Lo sconosciuto in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Guardati da chi sale al potere
e si teneva su i pantaloni con lo spago

da John Hancock Otis in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Perché corri così in fretta di qua e di là
a caccia di moscerini o farfalle?

da Playmouth Rock Joe in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Mi piace cogliere quei particolare che nessuno coglierà mai […] Amelie coltiva un gusto particolare per i piccoli piaceri

da “Il favoloso mondo di Amelie”

I have lost some friends by death … others through the sheer inability to cross the street.

(Virginia Woolf, The Waves)

Ti ho visto vincere i giganti e fare a botte anche con Dio
Ti ho visto prendere di petto questa vita a modo tuo
Ti ho visto piangere da solo dietro i muri di una casa
mattone per mattone, costruita col sudore

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Segnami nel profondo
indelebile
con inchiostro d’amore e sangue
Chiamami nei silenzi
delle anime ricongiunte nei nostri sogni

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Non serve vivere per essere presenti

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Libero, sorridente
ripensandoti come foglia sospesa al vento
Carico di profumi
la passione c’è alla tavola dei tuoi sapori

[...]

Da questo cielo plumbeo
greve di grandine
ti sei librato in volo
tenera rondine

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Cavalca l’onda il taglio della nave
leggera come fosse carta ben piegata
di un semplice giornale
abbandonato in mare

(da “In rotta” di G. Barbarotta)

Via, me ne sono andato via
a spasso nei boschi d’estate
e li c’ho incontrato le fate
che mi hanno indicato il cammino

e vai da solo tra la gente
in giro nei posti più strani
contrade e paesi lontani
splendenti nei giorni di festa
[...]
Vieni, ti porterò laggiù
seguendo il sentiero dorato
più in là dietro il lago incantato
tra ninfe e cascate di gioia

(da “Inno alla vita” di G. Barbarotta)

E nella brezza al sole delle sei
Il popolo viaggiante
si prepara a un nuovo porto che verrà

(da “In rotta” di G. Barbarotta)

e giorno dopo giorno
ed anno dopo anno
cogliere l’immenso
confondersi un respiro dentro l’altro
una fusione in universo
e in quello perdersi
perdersi

(da “Gea” di G. Barbarotta)

Amarsi ancor di più
tutti i minuti e le ore
per farla in barba al dolore
che ci dispensano
e quando il lupo cattivo verrà
a colpi d’amore pentirsi dovrà

(da “Inno alla vita” di G. Barbarotta)

Echi lontani
in balia di scirocco e maestrale
siamo nuvole gonfie di vele
e come squali affamati inseguiamo una scia

(da “Gente d’Almeria” di G. Barbarotta)

Strano destino
siamo isole nella corrente
siamo fatti di sale e di niente
e consumati dal sole gettiamo l’ancora
Mondi distanti
in balia di scirocco e maestrale
siamo nuvole gonfie di vele
e come squali affamati inseguiamo una scia

(da “Gente d’Almeria” di G. Barbarotta)

Libere per le strade del mondo
le domande vagano
senza sosta
senza risposta
Questo è un giro di giostra
e non ci perderemo mai
ad ogni incrocio del destino
e non ci inganneranno mai
un’altra Arianna senza il filo

(da “Per le strade del mondo” di G. Barbarotta)

Siamo polvere al vento
e non ci stancheremo mai
di dare un senso all’infinito
e non ci prenderanno mai
siamo la luna in fondo al dito

(da “Per le strade del mondo” di G. Barbarotta)

Ancora
presi dentro il sacco
persi sotto scacco
giusto in centro al labirinto
Scegli la strada che vuoi
puoi farne quello che vuoi
Il viaggio conta e non la meta

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Camminare camminare
per riconquistare la bellezza e lo stupore
occhi vigili a schivare anche gli ostacoli
e una chiave per aprire i sensi alle stagioni
Fuori dai cliché di queste quattro mura
vecchie facce, sogni e miti riciclati

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Respira
a pieni polmoni
tutti i giorni buoni
al centro del tuo labirinto

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Giunta è l’ora di partire
Bagaglio leggero
quattro cose giusto l’essenziale
Scarpe solide per macinar chilometri
e un diario per conoscersi
e incontrare il mondo

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Che ci fanno queste anime davanti alla chiesa… questa gente divisa

(da “Disamistade” di F. De André)

[...] Si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti:

a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse, è il giacobinismo;

b) al centro-sinistra, dottrine e movimenti insieme egualltari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche;

c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatpri, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente le leggi;

d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.

(da “Destra e sinistra” di N. Bobbio)

Il contrasto tra Rousseau e Nietzsche può essere bene illustrato proprio dal diverso atteggiamento che l’uno e l’altro assumono rispetto alla naturalità e artificialità dell’eguaglianza e della diseguaglianza. Nel Discorso sull’originè della diseguaglianza, Rousseau parte dalla considerazione che gli uomini sono nati uguali, ma la società civile, vale a dire la società che si sovrappone lentamente allo stato di natura attraverso lo sviluppo delle arti, li abbia resi diseguali. Nietzsche, al contrario, parte dal presupposto che gli uomini siano per natura diseguali (ed è un bene che lo siano perché, fra l’altro, una società fondata sulla schiavitù come quella greca era, proprio in ragione dell’esistenza degli schiavi, una società evoluta) e soltanto la società, con la sua morale del gregge, con la sua religione della compassione e della rassegnazione, li ha resi eguali. Quella stessa corruzione che, per Rousseau, ha generato la diseguaglianza, ha generato, per Nietzsche, l’eguaglianza. Là dove Rousseau vede diseguaglianze artificiali, e quindi da condannare e da abolire perché in contrasto con la fondamentale eguaglianza della natura, Nietzche vede un’egualgianza artificiale, e quindi da esecrare in quanto riduttiva della benefica diseguaglianza che la natura ha voluto regnasse fra gli uomini.

(da “Destra e sinistra” di N. Bobbio)

[E' come dire che] Tra gli uomini e le donne vi sono differenze, ma fra queste differenze non ce n’è una che giustifichi la discriminazione rispetto al diritto di voto.

(da “Destra e sinistra” di N. Bobbio)

L’egualitario parte dalla convinzione che la maggior parte delle diseguaglianze che lo indignano, e vorrebbe far sparire, sono sociali e, in quanto tali, eliminabili; l’inegualitario, invece, parte dalla convinzione opposta, che siano naturali e, in quanto tali, ineliminabili

(da “Destra e sinistra” di N. Bobbio)

La cultura politica italiana deve riabituarsi al senso delle distinzioni, alla passione analitica, al gusto delle classificazioni e deve perdere, invece, l’attitudine a firmar manifesti, a scendere in campo anche quando gli oggetti del contendere sono confusi e i dati a disposizione incerti e controversi

(di Cofrancesco, da “Destra e sinistra” di N. Bobbio)