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How do you pick up the threads of an old life? How do you go on… when in your heart you begin to understand… there is no going back? There are some things that time cannot mend… some hurts that go too deep… that have taken hold.

(da “The lord of the rings”)

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi… anni… in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

(“Imparare dal vento” – Tiromancino)

Sai qual è un errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo. Il destino invece ha molta più fantasia di noi.
Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco della disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento, tutto cambia, si stravolge, e da un momento all’altro ti trovi a vivere una nuova vita!

(Susanna Tamaro – Va’ dove ti porta il cuore)

“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”

(Albert Einstein)

Shep: Volevi solo uscirne, eh?
April: Volevo entrarci! E’ che… volevo che tornassimo a vivere. Per anni ho pensato che condividessimo un segreto… che noi saremmo stati meravigliosi nel mondo. Non sapevo esattamente come, ma la sola possibilità mi faceva sperare.
…Quant’è patetico tutto questo! Che stupida… porre tutte le tue speranze in una promessa che non è stata mai fatta.

da “Revolutionary Road”

April: Non capisci? Questa è appunto l’idea! Farai quello che doveva esserti concesso di fare 7 anni fa: avrai del tempo. Per la prima volta nella tua vita avrai il tempo di scoprire cosa vuoi fare veramente e quando l’avrai scoperto, avrai il tempo e la libertà di cominciare a farlo.
Frank: Tesoro, non è molto realistico tutto questo.
April: No, Frank… è QUESTO che non è realistico! Non è realistico per un uomo dalla mente sveglia continuare ad applicarsi, anno dopo anno, ad un lavoro che non sopporta; tornare a casa in un posto che non sopporta, da una moglie, come lui, incapace di sopportare le stesse cose. E vuoi sapere la parte peggiore? La nostra intera esistenza qui è basata sulla grande premessa che noi siamo.. speciali! e superiori a tutto il resto. Ma non lo siamo! Siamo tali e quali agli altri… guardaci, abbiamo accettato la stessa ridicola illusione: l’idea che uno deve ritirarsi dalla vita e sistemarsi nel momento in cui ha dei figli.. e ci stiamo punendo a vicenda per questo.
Frank: Ascolta, noi abbiamo deciso di trasferirci qui, nessuno mi ha costretto a prendere il lavoro alla Knock’s.. e poi chi ha mai detto che ero destinato a diventare un pezzo importante?!
April: Quando ti ho conosciuto non c’era niente al mondo che tu non potessi fare o essere!
Frank: Quando mi hai conosciuto io ero un furbastro con la lingua lunga, ecco tutto.
April: No, non è vero! Come fai a dire questo?
Frank: E va bene. Va bene, perciò avrò del tempo e Dio sa se è piacevole… è molto piacevole! E tutto quello che dici avrebbe senso se avessi un preciso talento… se fossi uno scrittore… o un artista…
April: No, no, Frank, ascolta… ascoltami bene: è quello che sei che viene soffocato, è quello che sei che viene negato e negato in questo genere di vita.
Frank: Sarebbe a dire?
April: Non lo sai tu? Sei la cosa più bella e più preziosa che c’è al mondo… sei un uomo!

da “Revolutionary Road”

Voi anime che mirate in alto, ascoltate
la storia di uno sconosciuto

da Lo sconosciuto in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Guardati da chi sale al potere
e si teneva su i pantaloni con lo spago

da John Hancock Otis in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Camminare camminare
per riconquistare la bellezza e lo stupore
occhi vigili a schivare anche gli ostacoli
e una chiave per aprire i sensi alle stagioni
Fuori dai cliché di queste quattro mura
vecchie facce, sogni e miti riciclati

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

“C’è questo mondo” e picchiò dimostrativamente la parete, “e c’è quest’altro mondo” disse battendosi il petto. “Se vuoi che abbiano un senso devi tenerli presenti entrambi.”

(da “Non ci sono solo le arance” di J. Winterson)

Il mondo ci spinge continuamente a comportamenti standardizzati. Non dormi? Prendi il sonnifero! Ma perché? Forse è bello, forse è persino necessario, ogni tanto, stare svegli la notte e avere esperienze che chi dorme non ha. La notte è il momento degli incubi, ma anche delle visioni. La notte è misteriosa, ma proprio per questo è da conoscere

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in un sola parola tutto nascondiamo?
Sto qui, a un passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov’è. Il mare

(da “Oceano Mare” di A. Baricco)

Quel che è sorprendente è che facciamo ormai tutto questo con grande naturalezza, ognuno convinto che quello è il suo diritto. Non ci sentiamo in alcun modo parte del tutto. Al contrario. Ognuno si vede come un’entità separata, a sé; ognuno si sente forte del proprio ingegno, delle proprie capacità e soprattutto della propria libertà. Ma è proprio questo sentirci liberi, disgiunti dal resto del mondo, a causarci un gran senso di solitudine e di tristezza. Diamo per scontato solo quel poco che abbiamo attorno e con questo limitato punto di vista non riusciamo a sentire la grandezza del resto di cui siamo pur parte. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Pare proprio di no, visto che il correre sempre più velocemente è diventato il nostro modo di essere. Tutto è ormai una corsa. Si vive senza più fare attenzione alla vita. Si dorme e non si fa caso a quel che si sogna. Si guarda solo la sveglia. Siamo interessati solo al tempo che passa, a farlo passare, rimandando al poi quel che si vorrebbe davvero. Sul «poi», non sull’«ora», si concentra l’attenzione. Nelle città in particolare la vita passa senza un solo momento di riflessione, senza un solo momento di quiete che bilanci la continua corsa al fare. Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, di inorridirsi, di commuoversi, di innamorarsi, di stare con se stessi. Le scuse per non fermarsi a chiederci se questo correre ci fa più felici sono migliaia e, se non ci sono,. siamo bravissimi a inventarle.
Da ragazzo ho conosciuto uomini che avevano tempo. Erano i pastori dell’Orsigna nell’Appennino toscano, dove andavo in vacanza. Stavano per ore con un filo d’erba in bocca, distesi su un prato in cima a un monte a guardare da lontano il loro gregge e a riflettere, a sognare, a formulare dei versi che a volte scolpivano nelle pietre delle fonti o cantavano la domenica nelle gare di poesia attorno a una damigiana di vino. In India tutti hanno tempo e spesso hanno anche una qualche semplice riflessione da spartire con chi passa, come l’uomo che su una strada di campagna ha un misero baracchino per fare il tè. Te lo porge in una ciotola di terracotta e ti insegna a scaraventarla poi al suolo facendoti notare che torna ad essere parte della terra… con cui si faranno nuove ciotole. Come succede anche con noi. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Si sa, quel che viene da lontano, quel che è misterioso attrae, molto più di quel che si ha sottomano (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (Pablo Picasso)

La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola, aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie, eretta tra i monti e tra gli uccelli, distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.

(Pablo Neruda)

Gli adulti non capiscono mai niente da soli
ed è una noia che i bambini
siano sempre costretti a spiegar loro le cose.

(A. de S.Exupéry)

Io non invento nulla, immagino tutto. (G.Halász)

Io sono un clown e faccio collezione di attimi. (H. Boll)

Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti in strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto.

[…] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. […] La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. E’ semplicemente lì che aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
da “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer

Lorenzo – “A te” : A te che mi hai trovato all’angolo con i pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi, con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi… tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te!

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo. Oggi me ne rendo conto.

Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’; e quelli pochi non ardiscano opporsi alla opinione di molti (Machiavelli)
Se avessimo le ali, potremmo volare. Se fossimo pesci, potremmo vivere sott’acqua. Se fossimo giganti potremmo oltrepassare le montagne. Se fossimo immortali, potremmo vivere per sempre. Se non avessimo limiti, non potremmo superarli. (SPOT – Bmw serie 3)
And when it rains on your parade, look up rather than down. Without the rain, there would be no rainbow. (Gilbert Chesteron)
da “Aladdin”: Non vi fate ingannare dall’aspetto comune: come per tante cose non è quello che si vede, ma quello che c’è dentro che conta! Non è una lampada come le altre, pensate che una volta cambiò il destino di un giovane. Un giovane che come questa lampada valeva assai più di quanto non apparisse: un diamante allo stato grezzo…
Elisa – “Qualcosa che non c’è” : Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace, tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene così, come sono, così. Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità: i passi svelti della gente, la disattenzione, le parole dette senza umiltà, senza cuore, così, solo per far rumore. […] Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è invece di guardare il sole sorgere. E miracolosamente non ho smesso di sognare! E miracolosamente non riesco a non sperare. E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole. E non qualcosa che non c’è

Morissette, Alanis – “Ironic” : Life has a funny way of sneaking up on you, life has a funny, funny way of helping you out. Isn’t it ironic? Don’t you think?

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni cosi, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più. (Tiziano Terzani)