Archivi Categorie: autenticità

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi… anni… in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

(“Imparare dal vento” – Tiromancino)

April: Tu non vuoi andare, vero?
Frank: Ma dai, April, certo che voglio.
April: No, non vuoi… perché non ti sei mai provato in nulla e se non ti provi in nulla, non puoi fallire!
Frank: Che diavolo vuol dire “non mi provo”?! Io provvedo a te, non è così?! Io pago per questa casa, io fatico dieci ore per un lavoro che detesto.
April: Non sei tenuto a farlo!
Frank: Ma che stronzate! Senti, non la chiamo felicità ma ho la spina dorsale per non sfuggire alle mie responsabilità!
April: Ci vuole spina dorsale per vivere la vita che vuoi, Frank!

da “Revolutionary Road”

April: Dimmi la verità, Frank. Ti ricordi? Era la nostra regola di base. Tutti sanno qual è per quanto a lungo ne abbia vissuto senza. Nessuno dimentica la verità, Frank… si diventa solo più bravi a mentire.

da “Revolutionary Road”

Frank: Io so solo, April, che voglio sentire le cose… sentirle veramente! Capisci?
Che te ne pare come ambizione?
April: Frank Wheeler… Penso che tu sia la persona più interessante che abbia mai conosciuto.

da “Revolutionary Road”

April: Non capisci? Questa è appunto l’idea! Farai quello che doveva esserti concesso di fare 7 anni fa: avrai del tempo. Per la prima volta nella tua vita avrai il tempo di scoprire cosa vuoi fare veramente e quando l’avrai scoperto, avrai il tempo e la libertà di cominciare a farlo.
Frank: Tesoro, non è molto realistico tutto questo.
April: No, Frank… è QUESTO che non è realistico! Non è realistico per un uomo dalla mente sveglia continuare ad applicarsi, anno dopo anno, ad un lavoro che non sopporta; tornare a casa in un posto che non sopporta, da una moglie, come lui, incapace di sopportare le stesse cose. E vuoi sapere la parte peggiore? La nostra intera esistenza qui è basata sulla grande premessa che noi siamo.. speciali! e superiori a tutto il resto. Ma non lo siamo! Siamo tali e quali agli altri… guardaci, abbiamo accettato la stessa ridicola illusione: l’idea che uno deve ritirarsi dalla vita e sistemarsi nel momento in cui ha dei figli.. e ci stiamo punendo a vicenda per questo.
Frank: Ascolta, noi abbiamo deciso di trasferirci qui, nessuno mi ha costretto a prendere il lavoro alla Knock’s.. e poi chi ha mai detto che ero destinato a diventare un pezzo importante?!
April: Quando ti ho conosciuto non c’era niente al mondo che tu non potessi fare o essere!
Frank: Quando mi hai conosciuto io ero un furbastro con la lingua lunga, ecco tutto.
April: No, non è vero! Come fai a dire questo?
Frank: E va bene. Va bene, perciò avrò del tempo e Dio sa se è piacevole… è molto piacevole! E tutto quello che dici avrebbe senso se avessi un preciso talento… se fossi uno scrittore… o un artista…
April: No, no, Frank, ascolta… ascoltami bene: è quello che sei che viene soffocato, è quello che sei che viene negato e negato in questo genere di vita.
Frank: Sarebbe a dire?
April: Non lo sai tu? Sei la cosa più bella e più preziosa che c’è al mondo… sei un uomo!

da “Revolutionary Road”

Voi anime che mirate in alto, ascoltate
la storia di uno sconosciuto

da Lo sconosciuto in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico della crescita. (J. F. Kennedy)

Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti in strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto.

[…] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. […] La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. E’ semplicemente lì che aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
da “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer

Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l’infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è una cosa spregevole. E’ bello. E poi chi l’ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l’impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà? E’ proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non lo so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guardava sempre l’infinito, a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c’è l’infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici

da “Castelli di rabbia” di Baricco

La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso.

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Lorenzo – “Temporale” : Mi son trovato memorie che non sono mie, ho un solo nome ma almeno cento identità.

Lorenzo – “Temporale” : Quando non so dove sono io mi sento a casa, quando non so con chi sono mi sento in compagnia, quando c’è troppa virtù il cuore mi si intasa, la cura è spesso nascosta dentro alla malattia. […] Quando tu hai fame nessuno può mangiare per te, quando io ho sete nessuno può bere al posto mio

Lorenzo – “A te” : A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia, le forze della natura si concentrano in te, che sei una roccia sei una pianta sei un uragano, sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.

Lorenzo – “Mezzogiorno” : Tutto il tempo si consuma ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma, la foto della scuola non mi assomiglia più ma i miei difetti sono tutti intatti e ogni cicatrice è un autografo di Dio: nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio! Per quanto mi identifichi nel battito di un altro sarà sempre attraverso questo cuore e giorno dopo giorno passeranno le stagioni ma resterà qualcosa in questa strada! Non mi è concesso più di delegarti i miei casini, mi butto dentro vada come vada: siamo come il sole a mezzogiorno, baby! Senza più nessuna ombra intorno…baby

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Se fossi stato il protagonista di uno dei film indiani che Hassan ed io amavamo, a quel punto sarei uscito correndo a piedi nudi nella pioggia torrenziale e avrei inseguito la macchina, urlando perché si fermasse. Avrei trascinato fuori Hassan e gli avrei detto, mentre le mie lacrime si mescolavano alla pioggia, che mi dispiaceva. Ci saremmo abbracciati sotto al diluvio. Ma non ci trovavamo in un film indiano. Mi dispiaceva davvero, ma non piansi e non inseguii la macchina. Rimasi a guardare la Mustang di Baba sparire dietro la curva portandosi via la persona la cui prima parola era stato il mio nome.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ancora oggi ho difficoltà a guardare negli occhi persone come Hassan, che pensano veramente quello che dicono. […] “Lo so” rispose, “Le persone che dicono solo quello che pensano veramente credono che tutti facciano come loro”

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Non si può amare una persona così senza temerla. Forse nemmeno senza odiarla un po’.

da “Tre metri sopra il cielo”: E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita: traccia dopo traccia, nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell’altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo! Pause, Rewind, Play e ancora, e ancora, e ancora… non spegnere mai il tuo campionatore: continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando li ascolti… beh non preoccuparti, è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita! 
L’uomo è tanto meno se stesso quanto più parla in persona propria; dategli una maschera e vi dirà la verità. (Oscar Wilde)
Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’; e quelli pochi non ardiscano opporsi alla opinione di molti (Machiavelli)

Dovunque l’uomo vaghi, egli rimane sempre legato alla catena che lo collega alla sua gente (Kinglake)

If you do not tell the truth about yourself you cannot tell it about other people. (Virginia Woolf)

Mi sono seduto dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti erano tutti occupati (Bertol Brecht)

Siamo quello che facciamo ripetutamente. L’eccellenza non è dunque un atto, ma un’abitudine. (Aristotele)

Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro. (Elizabeth Kubler-Ross)

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo. Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono più importanti di altre perché formano il nostro carattere. Ci insegnano la differenza tra ciò che giusto e ciò che è sbagliato, la differenza tra il bene e il male, cosa essere e cosa non essere, ci insegano chi vogliamo diventare. In tutto questo alcune persone alcune cose si legano a noi in modo spontaneo, inestricabile. Ci sostengono nell’esprimenrci e nel realizzarci, ci legittimano nell’essere autentici e veri e, se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia, si evolve, e allora appartengono a tutti noi e nessuno. La nuova Fiat appartiene a tutti noi. (Spot Fiat)
da “Aladdin”: Non vi fate ingannare dall’aspetto comune: come per tante cose non è quello che si vede, ma quello che c’è dentro che conta! Non è una lampada come le altre, pensate che una volta cambiò il destino di un giovane. Un giovane che come questa lampada valeva assai più di quanto non apparisse: un diamante allo stato grezzo…

O’Riordan, Dolores – “Ordinary Day” : Always be yourself along the way, living through the spirit of your dreams

Ho sempre sentito che avevo delle responsabilità. Quel senso del dovere, poi, che avevo sempre addosso, quel senso che, insomma, era giusto fare certe cose o non farle. Ma non ero io… era che non c’era niente di più importante nella mia vita, non c’era niente di più grande, sai… sono uno che non ha mai fatto compromessi. Non ne ho avuto forse un grande bisogno, ma avevo una ripulsione per i compromessi e se questa la vuoi chiamare moralità, sì. (Tiziano Terzani)
Questo mondo è una meraviglia. Non c’è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d’essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? Una macchina nuova? (Tiziano Terzani)