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il percorso della memoria, il tempo che incide la storia… mi lascia nel cuore l’eco di ieri, più forte di come credevo
le mie radici… da dove vengo, l’eredità del passato e le vecchie catene, le prime visioni, gli amori finiti e tante stagioni
Se mi giro rivedo passare momenti vissuti che come aquiloni si librano in volo ed aprono le ali
e in un attimo tornano i ricordi più lucidi e sembrano della stessa materia dei sogni

sognavo leoni guardando il tramonto su una spiaggia infinita solcata dal mare profondo lontano da tutto… lontano da niente
ritorno a pensare, a cercare la luce del sole per non ripartire senza risposte

(da “Della stessa materia dei sogni” – Tiromancino)

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi… anni… in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

(“Imparare dal vento” – Tiromancino)

Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
[...]
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle

(da “Un tempo piccolo” – Tiromancino)

Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?

da “Verranno a chiederti del nostro amore” Fabrizio De André

Ti ho visto vincere i giganti e fare a botte anche con Dio
Ti ho visto prendere di petto questa vita a modo tuo
Ti ho visto piangere da solo dietro i muri di una casa
mattone per mattone, costruita col sudore

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Segnami nel profondo
indelebile
con inchiostro d’amore e sangue
Chiamami nei silenzi
delle anime ricongiunte nei nostri sogni

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Non serve vivere per essere presenti

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Libero, sorridente
ripensandoti come foglia sospesa al vento
Carico di profumi
la passione c’è alla tavola dei tuoi sapori

[...]

Da questo cielo plumbeo
greve di grandine
ti sei librato in volo
tenera rondine

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

Cavalca l’onda il taglio della nave
leggera come fosse carta ben piegata
di un semplice giornale
abbandonato in mare

(da “In rotta” di G. Barbarotta)

Via, me ne sono andato via
a spasso nei boschi d’estate
e li c’ho incontrato le fate
che mi hanno indicato il cammino

e vai da solo tra la gente
in giro nei posti più strani
contrade e paesi lontani
splendenti nei giorni di festa
[...]
Vieni, ti porterò laggiù
seguendo il sentiero dorato
più in là dietro il lago incantato
tra ninfe e cascate di gioia

(da “Inno alla vita” di G. Barbarotta)

E nella brezza al sole delle sei
Il popolo viaggiante
si prepara a un nuovo porto che verrà

(da “In rotta” di G. Barbarotta)

e giorno dopo giorno
ed anno dopo anno
cogliere l’immenso
confondersi un respiro dentro l’altro
una fusione in universo
e in quello perdersi
perdersi

(da “Gea” di G. Barbarotta)

Amarsi ancor di più
tutti i minuti e le ore
per farla in barba al dolore
che ci dispensano
e quando il lupo cattivo verrà
a colpi d’amore pentirsi dovrà

(da “Inno alla vita” di G. Barbarotta)

Echi lontani
in balia di scirocco e maestrale
siamo nuvole gonfie di vele
e come squali affamati inseguiamo una scia

(da “Gente d’Almeria” di G. Barbarotta)

Strano destino
siamo isole nella corrente
siamo fatti di sale e di niente
e consumati dal sole gettiamo l’ancora
Mondi distanti
in balia di scirocco e maestrale
siamo nuvole gonfie di vele
e come squali affamati inseguiamo una scia

(da “Gente d’Almeria” di G. Barbarotta)

Libere per le strade del mondo
le domande vagano
senza sosta
senza risposta
Questo è un giro di giostra
e non ci perderemo mai
ad ogni incrocio del destino
e non ci inganneranno mai
un’altra Arianna senza il filo

(da “Per le strade del mondo” di G. Barbarotta)

Siamo polvere al vento
e non ci stancheremo mai
di dare un senso all’infinito
e non ci prenderanno mai
siamo la luna in fondo al dito

(da “Per le strade del mondo” di G. Barbarotta)

Ancora
presi dentro il sacco
persi sotto scacco
giusto in centro al labirinto
Scegli la strada che vuoi
puoi farne quello che vuoi
Il viaggio conta e non la meta

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Camminare camminare
per riconquistare la bellezza e lo stupore
occhi vigili a schivare anche gli ostacoli
e una chiave per aprire i sensi alle stagioni
Fuori dai cliché di queste quattro mura
vecchie facce, sogni e miti riciclati

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Respira
a pieni polmoni
tutti i giorni buoni
al centro del tuo labirinto

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Giunta è l’ora di partire
Bagaglio leggero
quattro cose giusto l’essenziale
Scarpe solide per macinar chilometri
e un diario per conoscersi
e incontrare il mondo

(da “In centro al labirinto” di G. Barbarotta)

Che ci fanno queste anime davanti alla chiesa… questa gente divisa

(da “Disamistade” di F. De André)

Strada facendo vedrai che non sei più da solo, strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore vedrai più amore, vedrai.

Baglioni, Claudio – “Strada facendo”

E’ naturale preferire le belle bugie alla durezza di ghiaccio di certe verità: viviamo comodi dentro alle nostre virgolette ma il mondo è molto più grande più grande di così.

Lorenzo – “Temporale”

Lorenzo – “Temporale” : Mi son trovato memorie che non sono mie, ho un solo nome ma almeno cento identità.

Lorenzo – “Dove ho visto te” : E le mie gambe han camminato tanto e la mia faccia ha preso tanto vento e coi miei occhi ho visto tanta vita e le mie orecchie tanta ne han sentita. E le mie mani hanno applaudito il mondo […] E le mie ossa han preso tante botte e ho vinto e perso dentro tante lotte

Lorenzo – “Temporale” : L’invincibile non è quello che vince sempre, ma quello che anche se perde non è vinto mai

Lorenzo – “Temporale” : Quando non so dove sono io mi sento a casa, quando non so con chi sono mi sento in compagnia, quando c’è troppa virtù il cuore mi si intasa, la cura è spesso nascosta dentro alla malattia. […] Quando tu hai fame nessuno può mangiare per te, quando io ho sete nessuno può bere al posto mio

Lorenzo – “Punto” : Benedetta la rosa, specialmente le spine che fanno in modo di tenerla in mano con attenzione perché le cose più belle stanno in equilibrio così come la storia di noi due che profuma e che punge e non ci dà mai tregua a meno che non lo scegliamo noi.

Lorenzo – “Temporale” : Non si può scegliere un sogno, non si può scegliere quando ti arriva ti arriva, non c’è niente da fare! Le previsioni del tempo si posson prevedere, ma un temporale che arriva non lo puoi fermare!