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Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi… anni… in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

(“Imparare dal vento” – Tiromancino)

Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
[...]
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle

(da “Un tempo piccolo” – Tiromancino)

Sai qual è un errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo. Il destino invece ha molta più fantasia di noi.
Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco della disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento, tutto cambia, si stravolge, e da un momento all’altro ti trovi a vivere una nuova vita!

(Susanna Tamaro – Va’ dove ti porta il cuore)

April: Non capisci? Questa è appunto l’idea! Farai quello che doveva esserti concesso di fare 7 anni fa: avrai del tempo. Per la prima volta nella tua vita avrai il tempo di scoprire cosa vuoi fare veramente e quando l’avrai scoperto, avrai il tempo e la libertà di cominciare a farlo.
Frank: Tesoro, non è molto realistico tutto questo.
April: No, Frank… è QUESTO che non è realistico! Non è realistico per un uomo dalla mente sveglia continuare ad applicarsi, anno dopo anno, ad un lavoro che non sopporta; tornare a casa in un posto che non sopporta, da una moglie, come lui, incapace di sopportare le stesse cose. E vuoi sapere la parte peggiore? La nostra intera esistenza qui è basata sulla grande premessa che noi siamo.. speciali! e superiori a tutto il resto. Ma non lo siamo! Siamo tali e quali agli altri… guardaci, abbiamo accettato la stessa ridicola illusione: l’idea che uno deve ritirarsi dalla vita e sistemarsi nel momento in cui ha dei figli.. e ci stiamo punendo a vicenda per questo.
Frank: Ascolta, noi abbiamo deciso di trasferirci qui, nessuno mi ha costretto a prendere il lavoro alla Knock’s.. e poi chi ha mai detto che ero destinato a diventare un pezzo importante?!
April: Quando ti ho conosciuto non c’era niente al mondo che tu non potessi fare o essere!
Frank: Quando mi hai conosciuto io ero un furbastro con la lingua lunga, ecco tutto.
April: No, non è vero! Come fai a dire questo?
Frank: E va bene. Va bene, perciò avrò del tempo e Dio sa se è piacevole… è molto piacevole! E tutto quello che dici avrebbe senso se avessi un preciso talento… se fossi uno scrittore… o un artista…
April: No, no, Frank, ascolta… ascoltami bene: è quello che sei che viene soffocato, è quello che sei che viene negato e negato in questo genere di vita.
Frank: Sarebbe a dire?
April: Non lo sai tu? Sei la cosa più bella e più preziosa che c’è al mondo… sei un uomo!

da “Revolutionary Road”

Perché corri così in fretta di qua e di là
a caccia di moscerini o farfalle?

da Playmouth Rock Joe in “Antologia di Spoon River” di E. L. Masters

Echi lontani
in balia di scirocco e maestrale
siamo nuvole gonfie di vele
e come squali affamati inseguiamo una scia

(da “Gente d’Almeria” di G. Barbarotta)

Ma noi, siamo pronti a cambiare la nostra vita che nella maggior parte dei casi giusta non è? Cambiare è una delle cose più difficili da fare. Il cambiamento ci fa paura e nessuno vuole davvero correggere il proprio modo di vivere. Per questo siamo più favorevoli alla terapia oggettiva; per questo preferiamo curarci l’-asma con l’aerosol, l’allergia con gli antistaminici e il mal di testa con l’aspirina. Questo è molto più facile, e molto più sbrigativo, che mettersi a capire che cosa provoca in noi questi malanni. Se scoprissimo poi che sono dovuti all’abitare in una casa che ci è poco congeniale, alla compagnia di gente insulsa, al mangiare cose sbagliate e al fare un lavoro privo di significato, saremmo disposti a cambiare? Cambiare, come si fa? Questo senso di impotenza aumenta la nostra predisposizione al mal-essere.

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Per lui tutto era legato. Era convinto che tutto quel che ci succede ha un suo senso, anche se il più delle volte noi siamo incapaci di vederlo. Secondo lui anche il mio malanno ne aveva uno. L’importante era che me ne rendessi conto e questo voleva dire intraprendere un ultimo viaggio: il viaggio di ritorno, come lo chiamava, il viaggio di ogni uomo che si svegli dal sonno della vita dei sensi.
«Capisci? È il momento di tornare a casa, di risalire alle tue origini. E quelle, sappi, sono divine perché sulla scala del tempo noi discendiamo dalla scimmia, ma sulla scala dell’ essere noi veniamo da Dio. Tornare indietro significa reclamare la nostra discendenza divina.»
Come?
«Scavando dentro di te, eliminando via via tutto il belletto della tua personalità, della tua conoscenza per arrivare all’essenza del tuo essere. Ci vuole coraggio », diceva, «perché si tratta di buttare via una cosa dopo l’altra finché non hai più nulla a cui tenerti e scopri che c’è qualcosa che tiene te. Solo allora capisci che quella cosa è tutto ciò che cercavi.»

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

L’avere quel dubbio mi rattristava, come mi rattristava il non avere la fede e il rendermi conto che per me nel mondo fuori non c’era più molto da scoprire. Fare il cammino all’indietro, in cerca di una saggezza perduta, era inutile perché non esiste un passato d’oro in cui trovare la soluzione per i problemi della nostra vita di oggi, o una medicina per i nostri malanni moderni. Non c’è scorciatoia per risalire alla saggezza. La sola soluzione -ha ragione il Swami- è in noi e la sola scoperta ancora da fare è quella di essere… «il decimo uomo ».

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in un sola parola tutto nascondiamo?
Sto qui, a un passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov’è. Il mare

(da “Oceano Mare” di A. Baricco)

Ero irritabile, instabile, soggetto a troppi alti e bassi. Gli dissi che mi sembrava di guardare il mondo attraverso un caleidoscopio: una piccola mossa e tutto appariva verde; ancora un leggero tocco e tutto era rosso, poi nero e poi oro. Volevo fermare il caleidoscopio, così che tutto restasse d’un colore. Volevo mettere fine agli alti e bassi, che tutto fosse pari. Volevo poter sentire Jingle Bells senza dover scappare dal negozio, gli dissi. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Pare proprio di no, visto che il correre sempre più velocemente è diventato il nostro modo di essere. Tutto è ormai una corsa. Si vive senza più fare attenzione alla vita. Si dorme e non si fa caso a quel che si sogna. Si guarda solo la sveglia. Siamo interessati solo al tempo che passa, a farlo passare, rimandando al poi quel che si vorrebbe davvero. Sul «poi», non sull’«ora», si concentra l’attenzione. Nelle città in particolare la vita passa senza un solo momento di riflessione, senza un solo momento di quiete che bilanci la continua corsa al fare. Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, di inorridirsi, di commuoversi, di innamorarsi, di stare con se stessi. Le scuse per non fermarsi a chiederci se questo correre ci fa più felici sono migliaia e, se non ci sono,. siamo bravissimi a inventarle.
Da ragazzo ho conosciuto uomini che avevano tempo. Erano i pastori dell’Orsigna nell’Appennino toscano, dove andavo in vacanza. Stavano per ore con un filo d’erba in bocca, distesi su un prato in cima a un monte a guardare da lontano il loro gregge e a riflettere, a sognare, a formulare dei versi che a volte scolpivano nelle pietre delle fonti o cantavano la domenica nelle gare di poesia attorno a una damigiana di vino. In India tutti hanno tempo e spesso hanno anche una qualche semplice riflessione da spartire con chi passa, come l’uomo che su una strada di campagna ha un misero baracchino per fare il tè. Te lo porge in una ciotola di terracotta e ti insegna a scaraventarla poi al suolo facendoti notare che torna ad essere parte della terra… con cui si faranno nuove ciotole. Come succede anche con noi. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Viaggiare. Il picere di una vita. Un desiderio d’adolescente diventato mestiere, un modo di essere. Sempre lo stesso, eppure sempre diverso: prepararsi a partire, andare, scrivere. Ma il senso di tutto questo? Sinceramente, non m’ero mai fermato a chiedermelo.

Ora [...] quel senso m’era chiaro. La ragione di tutto quel muovermi, di quell’andare continuamente fuori in cerca di qualcosa era semplice: io non avevo niente dentro di me. Ero vuoto. Vuoto comìè vuota una spugna, pronta però a riempirsi di quello in cui è tuffata. La metti nell’acqua e d’acqua s’imbeve, la inzuppi nell’aceto e diventa acida. Non avessi viaggiato non avrei mai avuto niente da dire, da raccontare; niente su cui riflettere.

Viaggiare mi esaltava, mi ricaricava, mi dava da pensare, mi faceva vivere. L’arrivo in un paese nuovo, in un posto lontano era ogni volta una fiammata, un innamoramento; mi riempiva di emozioni. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Tutto nel mondo sta dando risposte,  quel che tarda è il tempo delle domande. (J.Saramago)

Non smetteremo di esplorare.

E alla fine di tutto il nostro andare

ritorneremo al punto di partenza

per conoscerlo per la prima volta.

(T.S.Eliot)

Non possiamo sapere cosa ci potrà accadere nello strano intreccio della vita. Noi però possiamo decidere cosa deve accadere dentro di noi, come possiamo affrontare le cose, e quale decisione prendere, e in fin dei conti è ciò che veramente conta.

(J. F. Newton)

Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti in strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto.

[…] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. […] La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. E’ semplicemente lì che aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
da “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer

Non smettere mai di inseguire i tuoi sogni ma non seguire una strada… creala! (Spot Fiat 2008)

da “Forrest Gump”: (Tenente Dan) Tu l’hai già trovato Gesù, Gump? (Forrest) Dovevo cercarlo? Non lo sapevo.
Elisa – “Qualcosa che non c’è” : Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace, tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene così, come sono, così. Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità: i passi svelti della gente, la disattenzione, le parole dette senza umiltà, senza cuore, così, solo per far rumore. […] Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è invece di guardare il sole sorgere. E miracolosamente non ho smesso di sognare! E miracolosamente non riesco a non sperare. E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole. E non qualcosa che non c’è

Kamakawiwo’Ole, Israel – “Over the rainbow / What a wonderful world” : Someday I’ll wish upon a star, wake up where the clouds are far behind me, where trouble melts like lemon drops high above the chimney tops that’s where you’ll find me.

Blunt, James – “Tears and rain” : How I wish I had screamed out loud, instead I’ve found no meaning.

Finirai per trovarla la Via… se prima hai il coraggio di perderti. (Tiziano Terzani)
E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio (Tiziano Terzani)
L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… È dentro di noi! (Tiziano Terzani)
da “Apocalypse now” : Sono preoccupato che mio figlio non capisca quello che ho cercato di essere
Kerouac, Jack – “Sulla strada” : “Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.” “Per andare dove, amico?” “Non lo so, ma dobbiamo andare…”
Alighieri, Dante – “La Divina Commedia” : Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza… (dall’Inferno, canto XXVI)

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi [...] non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana

da “Questa storia”

“Khorakhané” : Poserò la testa sulla tua spalla e farò un sogno di mare e domani un fuoco di legna… Sarà chi rimane io seguirò questo migrare, seguirò questa corrente di ali