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Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi… anni… in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

(“Imparare dal vento” – Tiromancino)

“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”

(Albert Einstein)

April: Tu non vuoi andare, vero?
Frank: Ma dai, April, certo che voglio.
April: No, non vuoi… perché non ti sei mai provato in nulla e se non ti provi in nulla, non puoi fallire!
Frank: Che diavolo vuol dire “non mi provo”?! Io provvedo a te, non è così?! Io pago per questa casa, io fatico dieci ore per un lavoro che detesto.
April: Non sei tenuto a farlo!
Frank: Ma che stronzate! Senti, non la chiamo felicità ma ho la spina dorsale per non sfuggire alle mie responsabilità!
April: Ci vuole spina dorsale per vivere la vita che vuoi, Frank!

da “Revolutionary Road”

Non possiamo sapere cosa ci potrà accadere nello strano intreccio della vita. Noi però possiamo decidere cosa deve accadere dentro di noi, come possiamo affrontare le cose, e quale decisione prendere, e in fin dei conti è ciò che veramente conta.

(J. F. Newton)

Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti in strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto.

[…] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. […] La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. E’ semplicemente lì che aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
da “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer

Forse il mondo è troppo piccolo (SPOT Nuova BMW Serie 5 Touring)

Sono le condizioni peggiori a rendere le cose straordinarie (SPOT Bmw serie 5 xDrive)

Il vetro fa il miracolo, la magia… Entrare in un posto e avere l’impressione di uscire fuori… Essere protetti dentro qualcosa che non impedisce di guardare ovunque, lontano… Fuori e dentro nello stesso momento… al sicuro eppure liberi… questo è il miracolo, e afarlo è il vetro, solo il vetro. […] E’ la magia del vetro… proteggere senza imprigionare… stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo… sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente… un’astuzia, nient’altro che un’astuzia… se lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo.. tra lei e quella cosa… potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro… Non c’è altro… io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un modo di salvarsi… si rifugiano i desideri, lì dentro… al riparo dalla paura… una tana meravigliosa e trasparente… Lo capisce, lei, tutto questo?

da “Castelli di rabbia” di Baricco

Con una certa tempestività, il ragazzino aveva già intuito, allora, che la vita è un casino tremendo e che in linea di massima si è chiamati ad affrontarla in stato di assoluta e radicale impreparazione. Soprattutto lo sconcertava – non a torto – il numero di cose che occorreva imparare per sopravvivere alle incognite dell’esistenza (che erano, appunto, tali): guardava il mondo, vedeva una sterminata quantità di oggetti, persone, situazioni e capiva che solo ad imparare i nomi di tuta quella roba – tutti i nomi, uno per uno – ci avrebbe messo una vita.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Se fossi stato il protagonista di uno dei film indiani che Hassan ed io amavamo, a quel punto sarei uscito correndo a piedi nudi nella pioggia torrenziale e avrei inseguito la macchina, urlando perché si fermasse. Avrei trascinato fuori Hassan e gli avrei detto, mentre le mie lacrime si mescolavano alla pioggia, che mi dispiaceva. Ci saremmo abbracciati sotto al diluvio. Ma non ci trovavamo in un film indiano. Mi dispiaceva davvero, ma non piansi e non inseguii la macchina. Rimasi a guardare la Mustang di Baba sparire dietro la curva portandosi via la persona la cui prima parola era stato il mio nome.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ancora oggi ho difficoltà a guardare negli occhi persone come Hassan, che pensano veramente quello che dicono. […] “Lo so” rispose, “Le persone che dicono solo quello che pensano veramente credono che tutti facciano come loro”

If you do not tell the truth about yourself you cannot tell it about other people. (Virginia Woolf)
da “Vi presento Joe Black”: Non un’ombra di trasalimento, non un bisbiglio di eccitazione: questo rapporto ha la stessa passione di un rapporto di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato, ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: “Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera!” Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto

Blunt, James – “Tears and rain” : How I wish I had screamed out loud, instead I’ve found no meaning.

Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto. (Mao Tse-tung)
Finirai per trovarla la Via… se prima hai il coraggio di perderti. (Tiziano Terzani)
La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta. (Tiziano Terzani)
Ci sono persone che guardano il mondo e si chiedono perché. Ce ne sono altre che guardano il mondo sognando come dovrebbe essere e si chiedono perché no. (Robert Francis Kennedy)
da “L’uomo che sussurrava ai cavalli” : Saperlo è facile. Dirlo ad alta voce è difficile.

Lui pensava, davvero, che gli uomini stanno sulla veranda della propria vita (esuli… da se stessi) e che questo è l’unico modo possibile, per loro, di difendere la propria vita dal mondo, giacché se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi) immediatamente quella casa regredirebbe a fragile rifugio nel mare del nulla, destinata ad essere spazzata via dall’ondata dell’Aperto, e il rifugio si tramuterebbe in trappola mortale, ragione per cui la gente si affretta a riuscire sulla veranda… riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l’invasione del mondo, salvando quanto meno l’idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di sapere, quella casa, inabitabile. … C’era qualcosa di infinitamente dignitoso in quell’indugiare eterno davanti alla soglia di casa, un passo prima di essere se stessi
le notti in cui si alza il vento feroce della verità, la mattina dopo sei costretto a riparare la tettoia delle tue menzogne, con pazienza inossidabile…. Quelle sere in cui l’aria è fredda e il mondo sembra essersi assentato, d’improvviso ti senti comico, lì, sulla veranda, a fare la guardia contro nessun nemico, ed è una stanchezza che ti morde, e l’umiliazione di sentirti così inutilmente ridicolo, alla fine ti alzi e rientri in casa, dopo anni di menzogna nemmeno ti riuscirà di orientarti, là dentro, come se fosse la casa di un altro e invece era la tua, lo è ancora, apri la porta ed entri, curiosa felicità che non ricordavi, casa tua, dio che meraviglia…. Sarò in questa casa fino a quando sarò, MA
MA se tu aspetti, e da fuori guardi quella casa, potrà passare un’ora o una giornata intera, MA alla fine tu vedrai la porta aprirsi, senza sapere né poter capire, mai cosa può essere successo là dentro, vedrai la porta aprirsi e lentamente quell’uomo, uscire, invisibilmente spinto fuori da qualcosa che non potrai mai sapere, MA certo deve avere a che fare con qualche vertiginosa paura, o incapacità, o condanna, tanto spietata da spingere quell’uomo fuori, sulla sua veranda, il fucile in mano.

da “City”
Cacucci, Pino – “Camminando” : Tanti piccoli ritratti fotografici costituiscono la memoria “accettabile”, quella degli amici e parenti il cui ricordo non evoca dolore insopportabile: “di tutti gli altri, conservo ugualmente una fotografia, ma le tengo al riparo, per guardarle solo quando decido di affrontare il nostro passato. Non è facile, puoi immaginarlo, ma ogni tanto… è giusto farlo, perché tentare di rimuoverlo, alla fine costa più caro che riviverlo.
Bach, Richard – “Il Gabbiano Jonathan Livingstone” : Promesse di quel genere impagnano soltanto quei gabbiani che s’appagano dell’ordinario tran-tran. Ma uno che aspira a una sempre maggiore perfezione, non sa proprio che farsene di simili promesse
da “The Hours”: (Richard) I still have to face the hours, don’t I? I mean, the hours after the party, and the hours after that… (Clarissa): You do have good days still. You know you do. (Richard): Not really. I mean, it’s kind of you to say so, but it’s not really true.
da “The Hours”: You cannot find peace by avoiding life, Leonard.
da “Zelig”: Si deve essere se stessi, fare le proprie scelte morali… anche quando richiedono vero coraggio. Altrimenti si e’ come robot, o lucertole
Vasco – “Sally” : Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio, per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l’ultimo!
Vasco – “Non appari mai” : Ma dove sono gli uomini? Ma dove sono quelli che credevano che vivere non è sempre solo rispondere che va bene com’è, per evitare guai?
Vasco – “Idea 77” : E vorresti che la vita stesse lì per un momento ad aspettare perché tu riprenda fiato da poter ricominciare… magari a bestemmiare. Ma la gente ti sta intorno, ti controlla: devi stare attento! Non ti puoi permettere certo di volare via col vento, non avrebbe senso. La realtà ti preme addosso, ce l’hai sopra, ce l’hai sotto, ce l’hai tutta intorno… tu sei chiuso nel tuo guscio, ma la cosa non potrà durare ancora molto. Una nave s’avvicina, s’avvicina lentamente, senza fretta: è il futuro che t’aspetta… ti conviene uscire adesso!
Vasco – “Hai mai” : Sono i dettagli quelli che contano, sono i momenti che segnano. Ognuno può essere quello che vuole, sai […] Io non mi voglio arrendere, non ci sto! […], io non mi accontento, io voglio di più!
Tiromancino – “I giorni migliori” : Non ci sono percorsi più brevi da cercare: c’è la strada in cui credi e il coraggio di andare! E voleranno in alto i nostri pensieri, più limpidi..