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Ti ho visto vincere i giganti e fare a botte anche con Dio
Ti ho visto prendere di petto questa vita a modo tuo
Ti ho visto piangere da solo dietro i muri di una casa
mattone per mattone, costruita col sudore

(da “Stacca la spina” di G. Barbarotta)

L’avere quel dubbio mi rattristava, come mi rattristava il non avere la fede e il rendermi conto che per me nel mondo fuori non c’era più molto da scoprire. Fare il cammino all’indietro, in cerca di una saggezza perduta, era inutile perché non esiste un passato d’oro in cui trovare la soluzione per i problemi della nostra vita di oggi, o una medicina per i nostri malanni moderni. Non c’è scorciatoia per risalire alla saggezza. La sola soluzione -ha ragione il Swami- è in noi e la sola scoperta ancora da fare è quella di essere… «il decimo uomo ».

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede.

(da “Oceano Mare” di A. Baricco)

Sono le condizioni peggiori a rendere le cose straordinarie (SPOT Bmw serie 5 xDrive)

Con una certa tempestività, il ragazzino aveva già intuito, allora, che la vita è un casino tremendo e che in linea di massima si è chiamati ad affrontarla in stato di assoluta e radicale impreparazione. Soprattutto lo sconcertava – non a torto – il numero di cose che occorreva imparare per sopravvivere alle incognite dell’esistenza (che erano, appunto, tali): guardava il mondo, vedeva una sterminata quantità di oggetti, persone, situazioni e capiva che solo ad imparare i nomi di tuta quella roba – tutti i nomi, uno per uno – ci avrebbe messo una vita.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Lorenzo – “Dove ho visto te” : E le mie gambe han camminato tanto e la mia faccia ha preso tanto vento e coi miei occhi ho visto tanta vita e le mie orecchie tanta ne han sentita. E le mie mani hanno applaudito il mondo […] E le mie ossa han preso tante botte e ho vinto e perso dentro tante lotte

Lorenzo – “Punto” : Benedetta la rosa, specialmente le spine che fanno in modo di tenerla in mano con attenzione perché le cose più belle stanno in equilibrio così come la storia di noi due che profuma e che punge e non ci dà mai tregua a meno che non lo scegliamo noi.

Lorenzo – “Mani libere 2008” : Quante domande mi affollano la testa in questi giorni di grande dolore: oggi è il primo giorno del tempo che ci resta, un giorno buono per incominciare. Quante persone ci son passate già da questo incrocio pieno di domande… milioni di milioni da qui all’eternità… Ma la risposta non è mai abbastanza grande per riempire il vuoto che ci manca, per riempire il cuore dell’umanità

Lorenzo – “A te” : A te che mi hai trovato all’angolo con i pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi, con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi… tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te!

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Sarebbe sbagliato dire che Sohrab era quieto. La quiete è pace. Tranquillità. Quando si abbassa il volume della vita. Ma quando si preme il tasto per spegnerla del tutto, resta solo il silenzio.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Se fossi stato il protagonista di uno dei film indiani che Hassan ed io amavamo, a quel punto sarei uscito correndo a piedi nudi nella pioggia torrenziale e avrei inseguito la macchina, urlando perché si fermasse. Avrei trascinato fuori Hassan e gli avrei detto, mentre le mie lacrime si mescolavano alla pioggia, che mi dispiaceva. Ci saremmo abbracciati sotto al diluvio. Ma non ci trovavamo in un film indiano. Mi dispiaceva davvero, ma non piansi e non inseguii la macchina. Rimasi a guardare la Mustang di Baba sparire dietro la curva portandosi via la persona la cui prima parola era stato il mio nome.

Se avessimo le ali, potremmo volare. Se fossimo pesci, potremmo vivere sott’acqua. Se fossimo giganti potremmo oltrepassare le montagne. Se fossimo immortali, potremmo vivere per sempre. Se non avessimo limiti, non potremmo superarli. (SPOT – Bmw serie 3)
Elisa – “Qualcosa che non c’è” : Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace, tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene così, come sono, così. Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità: i passi svelti della gente, la disattenzione, le parole dette senza umiltà, senza cuore, così, solo per far rumore. […] Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è invece di guardare il sole sorgere. E miracolosamente non ho smesso di sognare! E miracolosamente non riesco a non sperare. E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole. E non qualcosa che non c’è
Bon Jovi – “Welcome to wherever you are” : Be who you want to be, be who you are: everyone’s a hero, everyone’s a star. When you want to give up and your heart’s about to break, remember that you’re perfect… God makes no mistakes! (Sii chi vuoi essere, sii ciò che sei: ognuno è un eroe, ognuno è una stella. Quando vuoi mollare e il tuo cuore è lì lì per spezzarsi, ricordati che sei perfetto… Dio non fa errori!)

Morissette, Alanis – “Ironic” : Life has a funny way of sneaking up on you, life has a funny, funny way of helping you out. Isn’t it ironic? Don’t you think?

You live, you learn; you love, you learn; you cry, you learn; you lose, you learn; you bleed, you learn; you scream, you learn.

“You learn”, Alanis Morissette

Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso. (Tiziano Terzani)
La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta. (Tiziano Terzani)
Scritta in cinese, la prola crisi, è composta di due caratteri: uno rappresenta il pericolo e l’altro l’opportunità (John Fitzgerald Kenndy)
“Le Nuvole” : Vanno , vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio. Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri. Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti. Certe volte ti avvisano con rumore. Vengono, vanno, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai. Vanno, vengono… per una vera mille sono finte e si mettono lì tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia
da “The Hours”: (Richard) I still have to face the hours, don’t I? I mean, the hours after the party, and the hours after that… (Clarissa): You do have good days still. You know you do. (Richard): Not really. I mean, it’s kind of you to say so, but it’s not really true.
Vasco – “Brava Giulia” : La vita non è facile, ma a volte basta un complice e tutto è già più semplice
Vasco – “… Stupendo” : Era difficile, ricordo bene, ma era fantastico provarci insieme! [...] E ora che del mio domani non ho più nostalgia, ci vuole sempre qualcosa da bere…
Vasco – “… E poi mi parli di una vita insieme” : Ma che ne sai tu di un mondo che si può vivere soltanto se stai attento a dove metti i piedi
Pezzali, Max – “Io ci sarò” : Solo che la vita non è proprio così: a volte è complicata come una lunga corsa a ostacoli, dove non ti puoi ritirare, soltanto correre con chi ti ama accanto a te

Si sbaglia, sai, quasi continuamente, sperando di non farsi mai troppo male… ma quante volte si cade! La vita, sai, è un filo in equilibrio e prima o poi ci ritroviamo distanti, davanti a un bivio. Ed ogni giorno, insieme, per fare solo un metro in più… ci vuole tutto il bene che riusciremo a trovare in ognuno di noi! Ma a volte basta un sorriso solo a sciogliere in noi anche un inverno di gelo e ripartire da zero, perché non c’è limite per nessuno che dentro di sé abbia un amore sincero, solo un respiro. […] Prova e vedrai: ci sarà sempre un modo, dentro di noi, per poi riprendere il volo verso il sereno

Pausini, Laura – “Gente” 

Di fronte a te l’ennesima salita… un po’ ti denti sola, nessuno che ti possa ascoltare, che divida con te i tuoi guai… Mai! Non mollare mai! Rimani come sei, insegui il tuo cuore perché tutto il dolore che hai dentro non potrai mai cancellare il tuo cammino. E allora scoprirai che la storia di ogni nostro minuto appartiene solo a noi. Ma se ancora resterai persa senza una ragione, in un mare di perché, dentro di te ascolta il tuo cuore e nel silenzio troverai le parole! Chiudi gli occhi e poi lasciati andare, prova a arrivare dentro al pianeta del cuore. E’ difficile capire qual è la cosa giusta da fare se ti batte nella testa un’emozione, l’orgoglio che ti piglia, le notti in cui il rimorso ti sveglia per la paura di sbagliare. Ma se ti ritroverai senza stelle da seguire, tu non rinunciare mai! Credi in te! Ascolta il tuo cuore. Fai quel che dice anche se fa soffrire. Chiudi gli occhi e poi lasciati andare, prova a volare oltre questo dolore: non ti ingannerai se ascolti il tuo cuore, apri le braccia quasi fino a toccare ogni mano, ogni speranza, ogni sogno che vuoi perché poi ti porterà fino al cuore di ognuno di noi.

Pausini, Laura – “Ascolta il tuo cuore”

Lorenzo – “Soleluna” : Certe sere, amico mio, mi viene in mente come certe sere prima di dormire io ripenso a quanto è complicato il cuore e dico: “Lo sa solo Dio”. Com’è difficile andare in fondo nelle scelte che si fanno, com’è difficile restare al mondo, vivere coerentemente, vivere in mezzo alla gente, scegliere quello che è buono, distribuire agli amici il perdono… c’è soleluna dentro di me.

Lorenzo – “Piove” : La terra a volte va innaffiata col pianto, ma poi, vedrai, la pioggia tornerà!

Lorenzo – “Fango” : Ora la città è un film straniero senza sottotitoli, le scale da salire sono scivoli: il ghiaccio sulle cose, la tele dice che le strade son pericolose… ma l’unico pericolo che io sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente: il profumo dei fiori, l’odore della città, il suono dei motorini, il sapore della pizza, le lacrime di una mamma, le idee di uno studente, gli incroci possibili in una piazza, di stare con le antenne alzate verso il cielo. […] La città: un film straniero senza sottotitoli, una pentola che cuoce pezzi di dialoghi: Come stai? Quanto costa? Che ore sono? Cosa succede? Che si dice? Chi ci crede… e allora ci si vede!. Ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio. Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te, ma ti guardi intorno e invece non c’è niente! Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora coraggio di innamorarsi, e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi, e alzarsi, smettere di lamentarsi, che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente: il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l’appetito, la sete, l’evoluzione in atto, l’energia che si scatena in un contatto