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How do you pick up the threads of an old life? How do you go on… when in your heart you begin to understand… there is no going back? There are some things that time cannot mend… some hurts that go too deep… that have taken hold.

(da “The lord of the rings”)

Amarsi ancor di più
tutti i minuti e le ore
per farla in barba al dolore
che ci dispensano
e quando il lupo cattivo verrà
a colpi d’amore pentirsi dovrà

(da “Inno alla vita” di G. Barbarotta)

Lorenzo – “Mani libere 2008” : Quante domande mi affollano la testa in questi giorni di grande dolore: oggi è il primo giorno del tempo che ci resta, un giorno buono per incominciare. Quante persone ci son passate già da questo incrocio pieno di domande… milioni di milioni da qui all’eternità… Ma la risposta non è mai abbastanza grande per riempire il vuoto che ci manca, per riempire il cuore dell’umanità

Articolo 31 – “Non è un film” : Hai visto amici andarsene prima del tempo e sei sicuro che dall’alto ti proteggano

Lorenzo – “A te” : A te che mi hai trovato all’angolo con i pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi, con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi… tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te!

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Sarebbe sbagliato dire che Sohrab era quieto. La quiete è pace. Tranquillità. Quando si abbassa il volume della vita. Ma quando si preme il tasto per spegnerla del tutto, resta solo il silenzio.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Se fossi stato il protagonista di uno dei film indiani che Hassan ed io amavamo, a quel punto sarei uscito correndo a piedi nudi nella pioggia torrenziale e avrei inseguito la macchina, urlando perché si fermasse. Avrei trascinato fuori Hassan e gli avrei detto, mentre le mie lacrime si mescolavano alla pioggia, che mi dispiaceva. Ci saremmo abbracciati sotto al diluvio. Ma non ci trovavamo in un film indiano. Mi dispiaceva davvero, ma non piansi e non inseguii la macchina. Rimasi a guardare la Mustang di Baba sparire dietro la curva portandosi via la persona la cui prima parola era stato il mio nome.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo. Oggi me ne rendo conto.

da “La bestia nel cuore”: Ci sono dolori da cui è impossibile guarire: il nostro è uno di questi. Ma questo non ci impedisce di camminare insieme agli altri con le spalle dritte e i piedi fermi in terra
Cranberries, the – “Zombie” : When the violence causes silence, we must be mistaken
Bon Jovi – “Welcome to wherever you are” : Be who you want to be, be who you are: everyone’s a hero, everyone’s a star. When you want to give up and your heart’s about to break, remember that you’re perfect… God makes no mistakes! (Sii chi vuoi essere, sii ciò che sei: ognuno è un eroe, ognuno è una stella. Quando vuoi mollare e il tuo cuore è lì lì per spezzarsi, ricordati che sei perfetto… Dio non fa errori!)

Cranberries, the – “Daffodil lament” : I have decided to leave you forever, I have decided to start things from here. Thunder and lightning won’t change what I’m feeling… and the daffodils look lovely today

Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso. (Tiziano Terzani)

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi [...] non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana

da “Questa storia”

“Fiume Sand Creek” : Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso. Le lacrime più piccole, le lacrime più grosse quando l’albero della neve fiorì di stelle rosse… ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
McCourt, Frank – “Le ceneri di Angela” : Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora
Maugham, William Somerset – “Acque morte” : La vita è tutta un intreccio di sogni, e quando smetto di sognare, il mondo con la sua bellezza, i suoi dolori e sofferenze, la sua infinita varietà, cessa di esistere… La vita è una commedia stupida e noiosa, e starla a vedere è solo una perdita di tempo.
Kaysen, Susanna – “Girl, interrupted” : Stavolta lessi il titolo del quadro: “Ragazza interrotta mentre suona”. Interrotta mentre suona: com’era stata la mia vita, interrotta nella musica dei miei diciassette anni, com’era stata la sua vita, strappata e fissata su una tela: un momento reso immobile, per tutti gli altri momenti, qualsiasi cosa facessero o avrebbero potuto essere. Quale vita può guarirne? …. La ragazza che suona posa in un altro genere di luce, l’intermittente, minacciosa luce della vita, che ci fa vedere noi stessi e gli altri solo in modo imperfetto, e assai di rado.
Cacucci, Pino – “Camminando” : Tanti piccoli ritratti fotografici costituiscono la memoria “accettabile”, quella degli amici e parenti il cui ricordo non evoca dolore insopportabile: “di tutti gli altri, conservo ugualmente una fotografia, ma le tengo al riparo, per guardarle solo quando decido di affrontare il nostro passato. Non è facile, puoi immaginarlo, ma ogni tanto… è giusto farlo, perché tentare di rimuoverlo, alla fine costa più caro che riviverlo.
da “The Big Kahuna”: Tra 20 anni guarderai quelle tue vecchie foto in un modo che non puoi immaginare adesso: quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi. Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro, oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita sono quelli che non ti erano neanche passati per la mente, di quelli che ti colgono di sorpresa, alle 4 di un pigro martedì pomeriggio. Fa una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta! Non essere crudele con il cuore degli altri, non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l’invidia, a volte sei in testa, a volte resti indietro; la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricordati i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa fare della tua vita: le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita, i quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no, forse avrai figli o forse no; forse divorzierai a 40 anni, forse ballerai con lei al cinquantacinquesimo anniversario di matrimonio; comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quello che pensa la gente! E’ il più grande strumento che potrai mai avere. Balla, anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni – i più preziosi – rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più avrai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po’, ma lasciala, prima che ti indurisca. Vivi in California per un po’, ma lasciala, prima che ti rammollisca. Non fare pasticci con i tuoi capelli, se no quando avrai 40 anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia: dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quello che vale. Ma accetta il consiglio, per questa volta
da “Pulp fiction”: Questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista
da “Ragazze interrotte”: Avete mai confuso un sogno con la realtà? Avete mai rubato qualcosa quando tenevate la cassa? Vi siete mai sentite tristi? Avete mai pensato che il vostro treno si muovesse, mentre invece eravate ferme? Forse ero solo pazza, o forse erano gli anni Sessanta. O forse ero solo una ragazza interrotta
Vasco – “Lunedì” : E vado ad affogare tutti i miei dolori perché restare soli fa male anche ai duri: loro non lo dicono ma parlano coi muri… forti però quei “duri”!
Vasco – “Jenny è pazza” : Jenny ha pagato per noi che restiamo a guardarla ora. Jenny è soltanto un ricordo, qualcosa di amaro, da spingere giù in fondo
Vasco – “Domenica lunatica” : E’ solo colpa mia!… accidenti all’ipocrisia, alla malinconia, alla noia che ci prende e che non va più via!
Vasco – “Dillo alla luna” : E se qualcosa mi devi dire, dimmelo duro! Guardala in faccia la realtà, e quando è dura… sarà sfortuna! Guardala in faccia la realtà: è meno dura! Se c’è qualcosa che non ti va, dillo alla luna… può darsi che porti fortuna!
Vasco – “Ci credi” : Guarda che bella sorpresa, la vita… quando credevo che fosse finita,a arrivi tu! […] Guarda che bella sorpresa, la vita… che ad un certo punto ti svegli, è finita! E non ritorna più
Tiromancino – “Tutto intorno a noi” : Superiamo il dolore, ci abituiamo in fretta ai cambiamenti, osservando la vita che scorre nel susseguirsi di orizzonti di passaggio
Renga, Francesco – “Angelo” : Cosa resta del dolore e di preghiere, se Dio non vuole? Parole vane al vento, ti accorgi in un momento: siamo soli, questa è la realtà!
Renga, Francesco – “Angelo” : Tutto il dolore […] diventa rumore che scava profondo, nel silenzio di una lacrima