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How do you pick up the threads of an old life? How do you go on… when in your heart you begin to understand… there is no going back? There are some things that time cannot mend… some hurts that go too deep… that have taken hold.

(da “The lord of the rings”)

il percorso della memoria, il tempo che incide la storia… mi lascia nel cuore l’eco di ieri, più forte di come credevo
le mie radici… da dove vengo, l’eredità del passato e le vecchie catene, le prime visioni, gli amori finiti e tante stagioni
Se mi giro rivedo passare momenti vissuti che come aquiloni si librano in volo ed aprono le ali
e in un attimo tornano i ricordi più lucidi e sembrano della stessa materia dei sogni

sognavo leoni guardando il tramonto su una spiaggia infinita solcata dal mare profondo lontano da tutto… lontano da niente
ritorno a pensare, a cercare la luce del sole per non ripartire senza risposte

(da “Della stessa materia dei sogni” – Tiromancino)

Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
[...]
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle

(da “Un tempo piccolo” – Tiromancino)

Il tempo è un potente anestetico. La gente dimentica, si annoia, invecchia e se ne va.

(da “Non ci sono solo le arance” di J. Winterson)

I giorni cominciarono a scorrere, l’uno come l’altro, in assoluta pace: senza programmi, senza aspettative, senza scadenze, tranne quelle consolanti del sorgere e tramontare del sole.

(da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d’animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all’improvviso, in un caffé d’inverno

(da “Kitchen” di Banana Yoshimoto)

Tutto è ormai una corsa. Si vive senza più fare attenzione alla vita. Si dorme e non si fa caso a quel che si sogna. Si guarda solo la sveglia. Siamo interessati solo al tempo che passa, a farlo passare, rimandando al poi quel che si vorrebbe davvero. Sul «poi», non sull’«ora», si concentra l’attenzione. Nelle città in particolare la vita passa senza un solo momento di riflessione, senza un solo momento di quiete che bilanci la continua corsa al fare. Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, di inorridirsi, di commuoversi, di innamorarsi, di stare con se stessi. Le scuse per non fermarsi a chiederci se questo correre ci fa più felici sono migliaia e, se non ci sono,. siamo bravissimi a inventarle. (da “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani)

E così, a fatica, riscopriamo che la ruota gira, che il fuoco brucia, che qualcuno ci parla attraverso i sogni e che per stare sani bisogna arrabbiarsi di meno, ridere di più e… tenere in ordine l’intestino. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

La memoria, spesso ce lo dimentichiamo, ci fa strani scherzi. Si ricorda e si dimentica quello che vuole. E lo fa apparentemente senza alcuna ragione: almeno non chiara a noi che spesso crediamo di essere la memoria, o che quella ci appartenga, o che almeno ne siamo i controllori.
I vecchi si arrabbiano, a volte si disperano, quando non ricordano il nome di una persona o la parola giusta per un oggetto e prendono questo come un segno del loro decadere, un segno di qualcosa che improvvisamente non va più. Ma, a pensarci bene, è sempre così: fin da piccoli la memoria si fa i fatti suoi, mettendo da parte ciò che le pare e tirandolo fuori, magari distorto e manipolato, quando noi, per una ragione o un’altra, andiamo a frugare nei suoi recessi. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Pare proprio di no, visto che il correre sempre più velocemente è diventato il nostro modo di essere. Tutto è ormai una corsa. Si vive senza più fare attenzione alla vita. Si dorme e non si fa caso a quel che si sogna. Si guarda solo la sveglia. Siamo interessati solo al tempo che passa, a farlo passare, rimandando al poi quel che si vorrebbe davvero. Sul «poi», non sull’«ora», si concentra l’attenzione. Nelle città in particolare la vita passa senza un solo momento di riflessione, senza un solo momento di quiete che bilanci la continua corsa al fare. Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, di inorridirsi, di commuoversi, di innamorarsi, di stare con se stessi. Le scuse per non fermarsi a chiederci se questo correre ci fa più felici sono migliaia e, se non ci sono,. siamo bravissimi a inventarle.
Da ragazzo ho conosciuto uomini che avevano tempo. Erano i pastori dell’Orsigna nell’Appennino toscano, dove andavo in vacanza. Stavano per ore con un filo d’erba in bocca, distesi su un prato in cima a un monte a guardare da lontano il loro gregge e a riflettere, a sognare, a formulare dei versi che a volte scolpivano nelle pietre delle fonti o cantavano la domenica nelle gare di poesia attorno a una damigiana di vino. In India tutti hanno tempo e spesso hanno anche una qualche semplice riflessione da spartire con chi passa, come l’uomo che su una strada di campagna ha un misero baracchino per fare il tè. Te lo porge in una ciotola di terracotta e ti insegna a scaraventarla poi al suolo facendoti notare che torna ad essere parte della terra… con cui si faranno nuove ciotole. Come succede anche con noi. (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Non bisognerebbe mai tornare nel proprio passato, né -come dicono quei saggi degli indiani- cercare di ripetere oggi quel momento di gioia che già siamo stati fortunati d’avere avuto un tempo (da “Un altro giro di giostra” di Terzani)

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

(A. Baricco – Oceano mare”)

Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti in strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto.

[…] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte. […] La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. E’ semplicemente lì che aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla. L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.
da “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer

Quand’è così è come se quei rintocchi facessero a spicchi la notte, è il tempo che è una lama acuminatissima e seziona l’eternità – la chirurgia delle ore, ogni minuto una ferita, una ferita per salvarsi – si sta aggrappati al tempo, questa è la verità, perché il tempo numera i conati di essere che si è, minuto per minuto – numerare è salvarsi, questa è la verità, e la legittimazione trascendentale di qualsiasi orologio, e la dolcezza straziante di tutti i rintocchi di qualsiasi campana – avvinghiati al tempo perché ci sia un ordine nell’elettrizzante disfatta quotidiana, un prima e un dopo ogni shock – avvinghiati con feroce paura, e determinazione, con isterica pignoleria e disumana forza.

da “Castelli di rabbia” di baricco

Lorenzo – “Mani libere 2008” : Oggi è il primo giorno del tempo che ci resta, un giorno buono per incominciare.

Lorenzo – “Mezzogiorno” : Un giorno passa in fretta e non c’è tempo di pensare: muoviamoci che poi diventa sera!

Lorenzo – “Mezzogiorno” : Tutto il tempo si consuma ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma, la foto della scuola non mi assomiglia più ma i miei difetti sono tutti intatti e ogni cicatrice è un autografo di Dio: nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio! Per quanto mi identifichi nel battito di un altro sarà sempre attraverso questo cuore e giorno dopo giorno passeranno le stagioni ma resterà qualcosa in questa strada! Non mi è concesso più di delegarti i miei casini, mi butto dentro vada come vada: siamo come il sole a mezzogiorno, baby! Senza più nessuna ombra intorno…baby

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Cercai di immaginarmi il viso impassibile di Ali, di vedere i suoi occhi sereni, ma il tempo a volte è vorace, inghiotte tutti i particolari.

Hosseini, Khaled – “Il cacciatore di aquiloni” : Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo. Oggi me ne rendo conto.

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo. Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono più importanti di altre perché formano il nostro carattere. Ci insegnano la differenza tra ciò che giusto e ciò che è sbagliato, la differenza tra il bene e il male, cosa essere e cosa non essere, ci insegano chi vogliamo diventare. In tutto questo alcune persone alcune cose si legano a noi in modo spontaneo, inestricabile. Ci sostengono nell’esprimenrci e nel realizzarci, ci legittimano nell’essere autentici e veri e, se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia, si evolve, e allora appartengono a tutti noi e nessuno. La nuova Fiat appartiene a tutti noi. (Spot Fiat)
da “Il Signore degli anelli – La compagnia dell’anello“: (Frodo) Vorrei che l’Anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla. (Gandalf) Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere! Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo, Frodo, a parte la volontà del Male; Bilbo era destinato a trovare l’Anello. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo.
Elisa – “Qualcosa che non c’è” : Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace, tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene così, come sono, così. Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità: i passi svelti della gente, la disattenzione, le parole dette senza umiltà, senza cuore, così, solo per far rumore. […] Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è invece di guardare il sole sorgere. E miracolosamente non ho smesso di sognare! E miracolosamente non riesco a non sperare. E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole. E non qualcosa che non c’è
Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto. (Mao Tse-tung)
Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni cosi, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più. (Tiziano Terzani)
L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono (Tiziano Terzani)

Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona (J.F. Kennedy)

Ho sognato nella mia vita, sogni che son rimasti sempre con me, e che hanno cambiato le mie idee; son passati attraverso il tempo ed attraverso di me, come il vino attraverso l’acqua, ed hanno alterato il colore della mia mente. (Emily Brontë)

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi [...] non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana

da “Questa storia”

da “Novecento” : Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice.
Torres, Maruja – “Amor America” : Si aprono come piccoli ventagli, avventure e vite che per un attimo ti sfiorano con intensità, vicinanze i cui occhi continui a ricordare quando il treno rimpicciolisce in lontananza: persone che non volgono lo sguardo indietro per vederti scomparire.